Overblog Suivre ce blog
Administration Créer mon blog
1 décembre 2016 4 01 /12 /décembre /2016 21:25
La rentrée va avec l'alphabet pour un prof d'espagnol : petit instant amusant avec les quatrièmes... Ou « Méfions - nous de nos évocations »
 
Nous avons donc découvert la prononciation de chaque lettre. Puis comme il n'y a pas que des débutants dans le groupe, je leur ai demandé de trouver un mot en espagnol pour illustrer chaque lettre.
Donc ils ont commencé :
"A" de avión
"B" de Barcelona
"C..." là je leur explique que comme en français , deux sons sont possibles donc nous reprenons,
"C" de Carlos,
"C" de .... et personne ne trouvait ...
J'attends. Et pour déclencher une idée, j'écris au tableau "ci" et "ce" et je les dis "ce" "ci". Là un débutant me dit tout haut "SID". Je le félicite et on continue. Je me dis quelle culture, il connaît le CID !

Puis le lendemain nous écrivons pour la première fois notre alphabet au tableau puis dans le cahier.
Nous arrivons au "ci...", personne ne se souvient du mot...
Notre découvreur de la veille réagit et dit son mot.
Je l'écris et je le félicite en lui disant que cela m'a surprise qu'il connaisse ce personnage. Là il me dit :
- « Mais c'est pas celui-là, Madame, moi le mien il vient de l'Âge de glace ! »
Les évocations révèlent bien des surprises...
 
Repost 0
Published by Alexandrine - dans Espagnol Langues évocation
commenter cet article
22 février 2016 1 22 /02 /février /2016 12:00

Il principio dell'apprendimento è la ripetizione d'un movimento lento, sia del corpo che della mente. Per il corpo, i movimenti sono gesti fisici (quelli che tutti conoscono) mentre per la mente si tratta di gesti mentali (quelli che pochi conoscono e che sono descritti e insegnati dalla nostra disciplina chiamata "gestione mentale" dal Ministero Francese dell'Educazione Nazionale).

Per imparare un movimento fisico crediamo spesso che la ripetizione o l'allenamento sia sufficiente. Purtroppo non è così perché per imparare un movimento dobbiamo sentire la propriocezione, portarla a noi in maniera cosciente. Basterebbe infatti sentire le parti del nostro corpo che agiscono in modo propriocettivo, cosa che non avviene quasi mai proprio perché non siamo coscienti del nostro corpo, abbiamo contrazioni e, più difficile da identificare, mancanza di consapevolezza.

1. Le immagini mentali: un mezzo e non uno scopo

C'è allora una via che è di solito rifiutata dagli insegnanti di "arti marziali" perché incompresa e spesso perché sottile e pericolosa: la via dell'immagine mentale o del pensiero. Il movimento che facciamo o che fa l’insegnante possiamo vederlo mentalmente, parlarcelo mentalmente, fare mentalmente un’associazione sonora. Queste immagini mentali, o questi pensieri, non sono uno scopo ma un mezzo, un mezzo molto utile. Ci sono molti modi per creare un’immagine mentale (dodici di base, cinquantaquattro nella forma più complessa). Per ogni modalità, ne abbiamo altre centoventisei che vanno in aiuto alla formazione di pensieri e immagini, motivo per cui è facile trovare quella che fa per noi!

2. Quando usare le immagini mentali e quale (le evocazioni)

Queste immagini mentali hanno un nome tecnico: “evocazioni”. Una prima difficoltà è rappresentata dal fatto che le evocazioni non sono un fine ma un mezzo nelle pratiche corporali o musicali. Un altro punto di confusione è che le evocazioni, possono essere necessarie prima dell'esecuzione d'un movimento, dopo l'esecuzione, ma diventano un ostacolo durante l'esecuzione d'un movimento. C'è un tempo per la tecnica, ed un altro per l'espressione della spontaneità. Tra tecnica e spontaneità c’è un rapporto dialettico che richiede un lavoro basato sul rilassamento, mentale e corporale: quando le nostre idee sono rigide non possiamo fare movimenti morbidi e sottili.

3. Lo scarto tra le evocazioni archetipali e le nostre: fonte d'informazione utile

Un ultimo punto, poco conosciuto, è l'utilizzazione nell'apprendimento degli evocazioni archetipali. Ci sono modalità efficaci per evocare un movimento come pensare con consapevolezza sottile e creare immagini mentali stabili e complete. Possiamo, ad esempio, associare mentalmente (spontaneamente o volontariamente) un colore ad un movimento. Ma c'è un colore archetipale (più efficace) per ogni movimento. La differenza tra questo colore e quello che scegliamo "liberamente" di associare al movimento, questa differenza, o scarto, dà preziose informazione per imparare più efficacemente.

A causa di questi tre punti (confusione tra uno scopo e un mezzo, non conoscenza su quando e come evocare, scarto tra i nostri evocazioni e i archetipali), l'uso delle evocazione negli apprendimenti corporali o musicali è sottovalutato e sottoutilizzato. Da qui l'importanza di insegnare la loro pratica corretta. Posso insegnare la base di questa pratica in pochi giorni.

Repost 0
4 mai 2015 1 04 /05 /mai /2015 10:00

Tino décrit ses évocations visuelles. Elles s'appuient toujours sur du vécu (P1), c'est toujours un film ou une animation : « ça bouge et c'est agréable à voir ».

Comment savoir si notre façon de penser est spontané ? Peut-être quand elle nous fait du bien, en plus d'être vraie...

Repost 0
Published by Frédéric Rava - dans évocation P1
commenter cet article

Présentation

  • : Le blog de gestionmentale.org
  • Le blog de gestionmentale.org
  • : La gestion mentale dans tous ses états : être attentif, mémoriser, comprendre, réfléchir, imaginer n'auront plus de secrets
  • Contact

Recherche

Liens